Giù le mani da Rino Gaetano

Tutto ciò che accade a Maniago: dalla cronaca alla politica(lamità).

Re: Giù le mani da Rino Gaetano

Messaggioda Gibi » mer ago 19, 2009 11:36 am

Cada,in che modo pensate di combattere il capitalismo?Cioè.avete AZIONI concrete?e fattibili...
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Re: Giù le mani da Rino Gaetano

Messaggioda cadaA » mer ago 19, 2009 1:27 pm

Gibi ha scritto:Cada,in che modo pensate di combattere il capitalismo?Cioè.avete AZIONI concrete?e fattibili...


Certo... IO, penso che il Capitalismo si combatta attraverso il sostegno ai gruppi di acquisto solidale o popolare, il sostegno a Banca Etica, al sostegno dei progetti delle monete locali come il Progetto TOC, delle filiere corte e degli orti sociali come l'associazione MODO e quindi attraverso il commercio equo-solidale e un buon, ma non estremo, boicottaggio alle multinazionali... Insomma, con un'azione unità e coesa che parta dal basso... TU (Non voi)?
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Re: Giù le mani da Rino Gaetano

Messaggioda Gibi » mer ago 19, 2009 2:28 pm

cadaA ha scritto:
Gibi ha scritto:Cada,in che modo pensate di combattere il capitalismo?Cioè.avete AZIONI concrete?e fattibili...


Certo... IO, penso che il Capitalismo si combatta attraverso il sostegno ai gruppi di acquisto solidale o popolare, il sostegno a Banca Etica, al sostegno dei progetti delle monete locali come il Progetto TOC, delle filiere corte e degli orti sociali come l'associazione MODO e quindi attraverso il commercio equo-solidale e un buon, ma non estremo, boicottaggio alle multinazionali... Insomma, con un'azione unità e coesa che parta dal basso... TU (Non voi)?

quella della banca etica non è male,ma non so,una banca per combatterne altre...ci vorrebbe qualcosa di più geniale,deve fare colpo diciamo...
sul progetto toc,la penso come loro:
http://www.meetup.com/gruppo-beppe-gril ... ad=4364671

sono un po scettico...mi piace,ma credo che metterebbe confusione...non farla vedere a bossi!
per l'associazione modo,se riesci,mandami qualche link,che questa mi piace!
Io...penso sempre a quella di rieducare le persone,l'illusione di ricchezza ci ha avvelenato le menti e quello che abbiamo da dire ce lo sputiamo in faccia tra di noi,tralasciando le (maggioranze)anche perchè mi sembra che a nessuno freghi più niente...
io,non sto facendo niente!purtroppo ho molte idee per la testa,ma quando si pensa troppo forte si rischia di infastidire qualcuno!
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Re: Giù le mani da Rino Gaetano

Messaggioda piod » dom ago 23, 2009 7:50 pm

Caro CadA,
mi dispiace doverti dire, che non credo che il capitalismo si combatta solamente con le iniziative che hai descritto!
Il capitalismo, si combatte innanzi tutto attraverso la comprensione da parte delle masse, del fatto che il capitalismo è un sistema che si basa sullo sfruttamento del lavoro salariato e quindi sullo sfruttamento dell'uomo!
Senza una consapevole coscenza di classe, non si abbatte il capitalismo, perchè il padrone, sarà visto (e questo è quello che purtroppo spesso accade) come un datore di lavoro, come colui cioè che ti da da vivere e non come colui che arricchisce sul lavoro altrui.
Il resto, sono artifici per resistere, sistemi di sopravvivenza, ma non bastano a cambiare il sistema.
Purtroppo la decomunistizzazione che c'è stata a sinistra, ha fatto sì che di lotta di classe non si parli più da almeno 20 anni, ma come Marx ci ha insegnato, la storia è storia di lotta di classe e la sinistra (o almeno coloro che si definiscono comunisti) dovrebbero ricordarselo sempre.
Scusa per la puntualizzazione, ma mi sembrava necessaria.
Un caro saluto
Pio
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Giù le mani da Rino Gaetano

Messaggioda cadaA » lun ago 24, 2009 9:23 am

Ciao Pio!
E' Chiaro che non si combatte solo con queste iniziative, ma la domanda era "Cosa stai facendo?", non "Cosa si dovrebbe fare?"... ;)
Però, hai ragione che sono solo metodi per (R)esistere quelli da me usati, ma visti i tempi che corrono con il "telecomando di ricino" che comanda le menti e divide la gente all'individualismo, dividendo anche la classe lavoratrice (Nord<>Sud, Privati<>Pubblici, ecc...), è già qualcosa.
E' anche vero che con una crisi in atto si dovrebbe prendere la palla al balzo e l'esperienza degli operai della INNSE (per chi non avesse seguito la vicenda: http://www.arcitinamerlin.it/archives/510) è da riproporre, anche a Maniago, dove, come sai, la CGIL (e altri sindacati) non ha fatto questi grandi lotte per salvare il posto (Vedi ex cotonificio Sunfil).
Dopo tanto, penso che gli operai (o meglio i metalmeccanici) si siano sentiti con un orgoglio, una classe, che se unita senza distinzioni di razza, sesso o religione, può essere vincente.
Comunque, ti ringrazio per la puntualizziazione, è sempre una cosa utile, in confronto a chi mette zinzania, diffamando e attaccando con arroganza (es Pestilence), senza mai concludere nulla.
Saluti!
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Re: Giù le mani da Rino Gaetano

Messaggioda Adelchi » mer set 02, 2009 7:31 pm

Riferendomi alla discussione nella pagina precedente:

Immigrati finti poveri, incassavano l'assegno sociale dal loro paese

Verona, denunciati 38 stranieri. Indicavano finta residenza per poi rimpatriare e ottenere automaticamente l'assegno

VERONA (1 settembre) - Sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza di Verona 38 immigrati che prendevano, senza averne diritto, l'assegno sociale “per i poveri”, estendendo il beneficio a parenti che facevano giungere in Italia e poi rientrare nei loro paesi d'origine.

La truffa da 173mila euro era gestita da un gruppo di extracomunitari che aveva anche convinto i propri familiari a chiedere la residenza in Italia, visto che il ricongiungimento è possibile se il residente in Italia si fa carico di mantenere il parente.

Una volta giunti in Italia e dopo una permanenza minima, i parenti presentavano domanda all'Inps con i requisiti previsti dalla legge (età, residenza in Italia e assenza, o quasi, di reddito) e percepivano mensilmente l'assegno sociale (395 euro da 65 a 69 anni e 595 euro oltre i 70 anni).

Dopo il primo incasso i “bisognosi” rientravano in patria senza comunicarlo a nessuno, continuando ad incassare l'assegno sociale che veniva versato automaticamente sul conto corrente.
Dei 38 immigrati indagati che percepivano l'assegno, 17 avevano fatto rientro da tempo al proprio paese di origine.

Tra i casi accertati quello di un immigrato che, per ottenere l'assegno sociale, ha falsamente autocertificato la propria residenza in Italia, percependo complessivamente 38.700 euro.
Per un altro extracomunitario, morto nel proprio paese d'origine da diversi anni, l'assegno sociale di 595 euro mensili era riscosso da un parente residente nel veronese.

Tosi: «Un'indagine utile a tutti». Il sindaco di Verona Flavio Tosi ha voluto oggi complimentarsi con la Guardia di Finanza che ha scoperto la truffa degli immigrati che percepivano, senza averne diritto, l'assegno sociale per i poveri, estendendo il beneficio anche a parenti che facevano giungere in Italia e poi rientrare nei loro paesi d'origine.
«È stata un'indagine - ha spiegato Tosi - utile sia ai cittadini italiani che a quelli stranieri, perché chi approfitta della normativa vigente per cercare ingiusti benefici danneggia coloro che ne hanno realmente bisogno, soprattutto in un momento di crisi economica nel quale i cittadini anziani, e ormai non solo, rischiano di arrivare a fatica alla fine del mese».

«È un bel segnale - ha aggiunto - nei confronti di tutti quei cittadini che si comportano onestamente e che chiedono, rispettando le leggi, un aiuto alle strutture pubbliche in un momento di difficoltà e crisi economica. Chi invece si approfitta dei sussidi pubblici in maniera così meschina e sleale, andando a sottrarli a chi ne ha realmente diritto e bisogno, deve essere perseguito con il massimo della severità, italiano o straniero che sia».

Fonte: http://www.gazzettino.it/articolo.php?i ... ez=NORDEST
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Re: Giù le mani da Rino Gaetano

Messaggioda Paolo » gio set 03, 2009 11:29 pm

Tenore di vita da vip e redditi effettivi non dichiarati

Fisco, a Padova falsi poveri in case popolari ma con Porsche e Jaguar

Operazione delle Fiamme Gialle che ha indagato gli assegnatari delle vecchie «case popolari»


PADOVA - Una serie di falsi poveri sono finiti nel mirino delle Fiamme Gialle padovane, che hanno scandagliato le situazioni reddituali e patrimoniali di assegnatari delle vecchie «case popolari», che presentano indici di capacità contributiva non in linea con i redditi dichiarati. Scoperti tre padovani assegnatari di case popolari che nei parcheggi degli alloggi tenevano una Porsche Cayenne, una Porsche Carrera 911, una Volkswagen Tuareg ed una Jaguar, veicoli dal valore complessivo di circa 300.000 euro. A Cittadella scoperti invece tre «poveri» imprenditori , proprietari rispettivamente di una BMW M3, una Porsche Carrera S911 ed una Porsche Carrera 911. Dalla successiva attività investigativa è emerso un tenore di vita da vip e redditi effettivi non dichiarati pari a oltre 1 milione di euro.

GLI ESEMPI - Un quarantanovenne, titolare di una ditta di abbigliamento, oltre alla Porsche «Carrera 911» del valore di 76.000 euro, risulta essere proprietario di una villa in città e di una casa in Sardegna, per un reddito complessivo ricostruito dalle fiamme gialle di quasi 250.000 euro. A fronte di tale ricchezza, negli ultimi quattro anni aveva dichiarato in media un reddito annuale pari a 2.500 euro. Un trentaduenne, titolare di una ditta immobiliare, oltre alla BMW «M3» del valore di 66.000 euro, risulta proprietario di una moto Ducati «Supersport», di un autocaravan Mercedes «Viano», di una barca a vela di 13 metri «Bavaria 42» del valore di 120.000 euro, di 5 immobili tra ville ed appartamenti in città e in una nota località montana, per un reddito complessivo ricostruito dalla Guardia di Finanza pari a circa 500.000 euro. Negli ultimi quattro anni aveva dichiarato mediamente un reddito annuale di 12.750 euro. Caso analogo per un trentottenne, socio di una azienda dedita al commercio di legname, oltre alla Porsche Carrera S911 del valore di 68.000 euro, risulta essere proprietario di una moto BMW, per un reddito complessivo ricostruito di quasi 200.000,00 euro, mentre negli ultimi quattro anni aveva dichiarato in media un reddito annuale di 7.000 euro. Complessivamente l'attività di controllo nei confronti dei soli sei «falsi poveri» ha permesso ai finanzieri del Comando Provinciale di Padova di accertare l'occultamento all'Erario di redditi effettivi pari a oltre 2 milioni di euro.

Fonte: http://www.corriere.it/cronache/09_giug ... aabc.shtml

I delinquenti ed i cittadini onesti non hanno etnie uniche.
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Re: Giù le mani da Rino Gaetano

Messaggioda Adelchi » ven set 04, 2009 6:28 pm

Vero, ma vista la situazione italiana non mi pare il caso di portare qui la delinquenza degli altri stati....
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Re: Giù le mani da Rino Gaetano

Messaggioda Gibi » sab set 05, 2009 9:43 am

Qui si comincia parlando di una cosa,e poi si passano altri mille argomenti,tra l'altro...c'era una figa ieri sera,chi l'ha vista?!ahahah
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Re: Giù le mani da Rino Gaetano

Messaggioda Adelchi » dom set 06, 2009 7:36 pm

PADOVA (6 settembre) - Entrambi approdati in Italia nel 1998, quattro pagine a testa di fotosegnalamenti, Sami Ben Ismail Khaddar, trentenne, e Lotfi Jabbouri, trentatreenne, tunisini, sulle spalle una miriade di denunce e arresti per droga, nonchè una condanna patteggiata a tre anni di reclusione il primo, e a tre mesi in più il secondo,
per lesioni a pubblico ufficiale, rapina e minaccia a mano armata ai danni di un maresciallo dei carabinieri, sono tornati liberi.

Anzi, liberi clandestini. Per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Nel senso che la proverbiale lentezza della giustizia ha impedito il passaggio in giudicato della sentenza prima dello scadere della carcerazione preventiva.

Un procedimento patteggiato all’udienza preliminare, si badi bene, non un mostruoso maxi processo di mafia. Lo scorso luglio la Cassazione era stata costretta a rinviare a nuovo ruolo il processo per un vizio di notifica. Provocando la scarcerazione di Khaddar. L’udienza che dovrà rendere definitivo il verdetto è stata fissata in Cassazione per giovedì prossimo. Troppo tardi. Perchè l’altro ieri il tribunale ha dovuto accogliere il ricorso del difensore di Jabbouri, avvocato Angelo Coin, riconoscendo che aveva ragione da vendere, e revocare l’ordinanza custodiale che ha spalancato al tunisino le porte della casa circondariale di Gorizia. E per poco non gli facevano le scuse per averlo tenuto in galera due mesi di troppo, essendo la custodia cautelare scaduta il 30 giugno.

Khaddar e Jabbouri furono protagonisti il 6 agosto 2007 di una brutale aggressione a due militari dell’Arma in un condominio di via Manara 37. Quel giorno un maresciallo e un brigadiere in borghese si erano recati nell’edificio popolato da extracomunitari per eseguire una notifica. Nella tromba delle scale erano stati aggrediti da quattro nordafricani. Uno si era quasi subito dileguato. Il secondo aveva ingaggiato una colluttazione con il brigadiere, ruzzolando giù dalle scale, e riuscendo a fuggire. Jabbouri e Khaddar, invece, avevano aggredito il maresciallo, infierendo su di lui con bottiglie di vetro e con le manette sottrattegli dalla cintola utilizzate a mo’ di tirapugni. Nella colluttazione il sottufficiale era riuscito ad estrarre la pistola d’ordinanza e ad esplodere un colpo allo scopo di intimorire i due energumeni tunisini: il proiettile si era conficcato nel muro, pochi centimetri al di sopra dello zoccolo, in corrispondenza dello stipite di una porta. Lo sparo non aveva avuto affatto l’effetto sperato. Khaddar aveva afferrato la mano del sottufficiale e gli aveva strappato la pistola.

Quando, allarmato dalla detonazione, dopo avere dato l’allarme, il brigadiere si era precipitato su per le scale per soccorrere il collega temendo che gli avessero sparato addosso, si era trovato a tu per tu con Khaddar che impugnava l’arma con il colpo in canna. Solo l’arrivo dei rinforzi lo aveva fatto desistere dal premere il grilletto.

Proprio due bei soggetti. Lotfi Jabbouri ha collezionato la prima segnalazione nel 1998, ad Agrigento, dove venne sottoposto a rilievi dattiloscopici. Sempre nel ’98 fu poi fotosegnalato a Padova due volte dalla polizia e dai carabinieri. Deferito l’anno dopo all’autorità giudiziaria patavina per spaccio di droga e poi fotosegnalato dalla polizia a Venezia. Nel 2000 fotosegnalato ancora a Padova dai carabinieri, che lo arresteranno il 7 dicembre 2001 per spaccio di eroina. In carcere rimase allora solo tre giorni. Fotosegnalato ancora dai carabinieri nel 2002 e denunciato per ricettazione e droga dalla polizia. Nel 2003 lo troviamo in provincia di Ragusa, fotosegnalato dal Commissariato di Vittoria. Tornò in carcere nel febbraio 2005, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Padova dovendo scontare un anno di galera per stupefacenti.

Ragguardevole pedigree anche per Sami Khaddar, ufficialmente in Italia pure lui dal 1998 per lavorare come operaio. Fotosegnalato dai carabinieri di Agrigento e poi dalla polizia a Padova, che lo denuncia nel dicembre dell’anno dopo per spaccio di droga. Controllato dai carabinieri padovani nel 2001, fotosegnalato nel giugno 2001 ad Agrigento e in luglio ancora a Padova. Fotosegnalato a Caserta nel 2002. Controllato dai carabinieri di Este nel 2004 e nel settembre dello stesso anno pure dalla polizia a Padova. L’ultima segnalazione risale al 21 marzo 2007.
Di nuovo tra noi.

Fonte: http://www.gazzettino.it/articolo.php?i ... ez=NORDEST

Ribadisco, anche se una carriera come questi 2 la può avere pure un italiano, resta una differenza tra chi crea problemi in un luogo perchè vi è nato e chi perchè pensa sia il paese dei balocchi e arriva da un' altro mondo....
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