Apro un topic su una divertente querelle che promette di tenerci compagnia per un po'.
http://ricerca.gelocal.it/messaggeroven ... _DTC5.html
(ce n'è uno anche di oggi ma al momento non posso linkarlo o incollarne il contenuto, poiché è a pagamento per la giornata di oggi).
A quanto pare c'è una specie di piccola faida tra chi segna alcuni sentieri non ufficiali e chi vorrebbe invece che certe zone di montagna non venissero sporcate dal rosso (e fossero dunque riservate ad un'elité di escursionisti che le conoscono). Nel tempo ciò ha portato ad avvenimenti grotteschi, quali vere e proprie spedizioni di persone armate di martello e scalpello per togliere i bollini dai sentieri; questo poi ha causato una ritorsione da parte dell'altra fazione, che ha ripristinato la segnaletica con bollini forse troppo grandi (per evitare che venissero scalpellati di nuovo).
Interessanti per noi di Maniago.Info, che apprezziamo sempre quattro risate, le parole di Luca Visentini e Bruno Zannantonio apparse sui due articoli del Messaggero Veneto, poiché mostrano come si confrontano due bambini di 4 anni. Nel primo Visentini afferma di conoscere l'identità dell'autore del "bollinamento selvaggio" ma si guarda bene dal dichiararne nome e cognome (che mi pare una cosa tipo "Scusami Zanna ma proprio non ho coraggio di dirlo, occupatane tu che sei del CAI"); nel secondo Zannantonio (che non vedo come possa non saperne l'identità visto che credo parli spesso con Visentini) invita lo stesso Visentini a fare nome e cognome (traducendo: "No, Vise, non farmi questo. Nome e cognome li dici tu, dai... spetta a te"). Deprimente.
Pur rimanendo nello spirito moderato che caratterizza questo forum, inviterei Visentini e Zannantonio ad andarci piano con parole come "scempio ambientale". Se è il deturpamento dei monti ciò che li preoccupa dovrebbero forse girare la testa verso Val Cimoliana e agitare l'opinione pubblica sulle strade a due corsie che sorgono di continuo (come quella che sale in Val dei Frassin) e sulle costruzioni che sembrano spuntare come funghi. Non sono dei pallini rossi in quota il problema principale, ma capisco che fissarsi su di essi possa essere divertente, non sconveniente quanto protestare contro un vero scempio, e globalmente costituire un buon passatempo per qualche noiosa domenica.
In ultimo, una piccola nota anche per l'autore dell'articolo sul Messaggero Veneto: si scrive CAI, non Cai, poiché è una sigla.
